martedì 2 ottobre 2007

Rignano, altre denunce di abusi

Negli ultimi mesi sono arrivate sul tavolo del pm Marco Manzi, della Procura di Tivoli, altre denunce rispetto a presunti abusi e violenze sessuali che sarebbero avvenuti nella scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio. E' lo stesso magistrato a confermare il fatto al termine dell'udienza al Tribunale per la raccolta, in incidente probatorio, della testimonianza di un bimbo.
"Ci sono altre denunce - ha detto il magistrato - rispetto ai 19 bimbi per cui è stata fatta richiesta di incidente probatorio". Riguardo alla deposizione del piccolo, di oggi, il magistrato ha aggiunto: "E' stata sicuramente la più lucida. Ha dato un contributo importante anche se la testimonianza è stata in parte sofferta e problematica, sembra di sicuro aver subito qualcosa".
Il Pm ha poi continuato: "Cerchiamo di lavorare bene e di ricostruire con calma la verità, speriamo di fare chiarezza in una vicenda molto complicata". Ai cronisti che gli chiedevano se il piccolo avesse riconosciuto alcuni degli indagati, in modo certo, il magistrato ha risposto: "Lo ha fatto, ha riconosciuto ed identificato delle persone appartenenti al personale scolastico". Potrebbe adesso richiedere una nuova misura cautelare? "Bisogna valutare in modo attento tutte le evidenze probatorie emerse, sia quelle frutto degli incidenti probatori eseguiti sinora che delle altre investigazioni".
fonte www.tgcom.it

domenica 30 settembre 2007

PROTEGGI IL TUO BAMBINO

Ovunque tuo figlio ti chieda di andare, non lasciarlo solo, accompagnalo ed assicurati che sia un luogo protetto.
L'orco potrebbe essere sietro l'angolo, e purtroppo potrebbe aver messo gli occhi sul tuo bimbo.
Non voglio terrorizzarvi ma farvi capire che il pericolo è in agguato e consigliarvi di avere mille occhi, e tanto cuore, amate e parlate con i vostri bambini e loro non avranno paura di fare altrattanto con voi...
Perchè nessuno mai più tocchi i nostri bambini.
LOTTIAMO!
A.

(le immagini sono state reperite sul sito www.rivelazioni.com)





LA STORIA DEL PICCOLO CHRISTOPHER CHE AVEVA SOLO 6 ANNI

Mi unisco all'invito di Massimiliano Frassi, Presidente dell'Associazione Prometeo, invito lanciato dal suo blog http://www.massimilianofrassi.splinder.com/ per non dimenticare in piccolo Christopher Barrios.

Oggi voglio raccontarvi la sua storia, storia ripresa nei dettagli dal blog di Massimiliano.

Cristopher stava giocando da solo quando si è incamminato per andare a mangiare a casa della nonna, casa purtroppo vicinissima ala baracca dove vivevano i mostri.


George aveva già adocchiato il piccolo quando era sceso dallo scuolabus e per tutto il pomeriggio l’aveva tenuto sotto osservazione.
Quando il bambino è passato fuori casa sua gli è bastato poco, uno scatto, un atto fulmineo. L’ha preso con al forza e l’ha trascinato dentro.
Lì insieme al padre l’hanno abusato sessualmente, mentre la donna li guardava ridendo e masturbandosi.






Dopo più rapporti sessuali, hanno concluso l’assalto al piccolo con dei rapporti orali quindi l’hanno strangolato.
Dopo averlo ucciso chiamano un amico di famiglia Donald Dale e con lui si sbarazzano del corpo del bimbo, che mettono dentro ad un sacco della spazzatura, mentre la donna ed il marito puliscono le tracce lasciate dal piccolo.
La polizia è arrivata a loro perché dopo aver interrogato tutti i vicini della donna, appena hanno scoperto che George era in passato stato condannato per abusi, l’hanno isolato ed interrogato separatamente dal nucleo famigliare. Fino a quando la bestia ha confessato.

Christopher era un bambino di sei anni che amava l’Uomo Ragno ed il baseball.
Un bambino come tutti i bambini del mondo.
Ucciso da una famiglia di pedofili.


La famiglia di Christopher per non permettere che il loro bmbo venga dimenticato, ha pubblicato su you tube un memoriale del piccolo, che amava tanto il baseball e spiderman...
Io spero che chiunque di voi lo voglia vedere, capisca che tutto questo male deve essere fermato e che la morte di questo piccolo deve solo ricordarci come episodi di questo tipo non debbano più verificarsi....


Ciao piccolo Cris,
devi perdonarci per averti fatto trovare un mondo così sporco e crudele.
Piccolo cris, non ti dimenticheremo mai e non smetteremo mai di parlare di te....
Spero che ovunque tu sia ora, tu possa giocare a fare l'uomo ragno ed a rincorrere la tua pallina da baseball...

A Cristopher
A.

USA/TROVATA BIMBA DI VIDEO PEDOFILO


E' caccia all'uomo in tutto il Paese
E' stata identificata dalla polizia del Nevada una bambina il cui volto da giorni veniva diffuso dalle televisioni americane, dopo la scoperta di un video che la ritraeva mentre subiva violenza sessuale. Gli agenti stanno cercando l'aggressore. La bambina ha sette anni ma il video è stato girato quando lei ne aveva solo tre. La madre ha sostenuto di non aver mai saputo niente degli abusi commessi sulla figlia.
ll video è stato consegnato giorni fa alla polizia da una persona che ha raccontato di averlo trovato nel deserto, non lontano da Las Vegas.
Dopo aver preso la decisione - abbastanza rara - di rendere pubbliche le immagini della bambina e dell'uomo che ha abusato di lei, le autorità locali sono riusciti a rintracciare la piccola. Ora è caccia all'uomo in tutta la nazione.



Vi prego trovatelo il prima possibile
A.

venerdì 28 settembre 2007

Foggia, 13enne stuprata da coetanei























Due ragazzi di 13 anni di San Severo (Foggia) sono stati segnalati alla Procura dei minorenni di Bari con l'accusa di stupro di una coetanea. I due, che erano insieme alla ragazza e ad altri amici in centro, hanno rubato il cellulare della giovane. Accompagnata da una coppia di amici, ha tentato di farselo restituire, ma è stata costretta a seguirli in una zona buia fuori città, dove sarebbe avvenuto lo stupro.
Il furto del cellulare quindi, da cui tutto è scaturito, sarebbe stato solo l'espediente adottato dai ragazzini per attirare la tredicenne nella loro trappola. Uno "scherzo" iniziato in gruppo, mentre si trovavano con altri coetanei in centro città. Quando la ragazzina ha tentato di farsi restituire il telefono, i due presunti stupratori si sono allontanati dal gruppo, costringendola a seguirli in una zona buia fuori città. Qui, secondo quanto accertato dagli agenti, i due prima di restituirle il maltolto l'avrebbero costretta a un rapporto sessuale con loro. L'hanno quindi minacciata perché non raccontasse l'accaduto e l'hanno obbligata a promettere che si sarebbero incontrati di nuovo. Una volta tornata a casa la ragazzina si è però sentita male e i genitori l'hanno accompagnata al pronto soccorso. Qui i medici, resisi conto di quanto poteva essere successo hanno avvertito il commissariato di polizia. Gli agenti hanno avviato le indagini e anche con la collaborazione degli altri ragazzini che erano nel gruppo, sono riusciti a identificare e a segnalare alla procura minorile i presunti autori della violenza.





E BASTA!!!!
NON NE POSSO PIù... POSSIBILE CHE DUE RAGAZZINI DI 13 ANI INVECE CHE PENSARE A GIOCARE CON LA PLAY, PENSINO DI VIOLENTARE UNA LORO COETANEA?? PER FAVORE SMETTIAMOLA DI MANDARE AI RAGAZZI MESSAGGI DISTORTI ED ERRATI (BASTA CON LE PUBBLICITà "D&G" CHE SIMLUANO STUPRI DI GRUPPO) BASTA PARLARE E STRAPARLARE DI SESSO IN TV.

FAMIGLIE, CERCATE PER QUANTO PIù VI è POSSIBILE DI AIUTARE E SEGUIRE I VOSTRI RAGAZZI/E, LA COMUNICAZIONE è PIù IMPORTANTE DI QUELLO CHE CREDIATE...

BASTA EPISODI DI QUESTO TIPO
A.

(tutti i diritti sulle immagini sono di proprietà esclusiva dell'autore delle stesse)

mercoledì 26 settembre 2007

VIOLENTATA PER 10 ANNI: DUE ARRESTI


Milano,in manette patrigno e conoscente

La polizia giudiziaria di Milano ha arrestato due uomini con l'accusa di aver violentato per dieci anni una bambina ora 16enne. In manette sono finiti il padre adottivo della ragazza, un 75enne, e un amico di quest'ultimo, un 50enne. La serie di violenze sessuali e abusi, iniziata quando la piccola aveva 6 anni, sarebbe durata sino all'aprile del 2007. L'ordinanza di arresto è stata firmata dal Gip Luisa Savoia.
La bambina ha vissuto quindi dieci anni di violenze sessuali, vessazioni fisiche e psicologiche, in balìa di un vecchio che le faceva da padre che l'ha terrorizzata da quando lei aveva meno di 6 anni e lui 65, mentre la 'matrigna' non vedeva o fingeva di non vedere. Poi, è comparso un maturo vicino di casa che lei aveva creduto amico e che, invece, l'ha violentata anch'egli. L'indagine è emersa proprio in seguito agli ultimi episodi di violenza subita dalla ragazzina fuori casa. La giovane aveva instaurato con il cinquantenne, che incontrava tutti i giorni, un rapporto di amicizia. Ma lui, approfittando della situazione e della debolezza della ragazza, l'ha costretta in due occasioni ad avere rapporti sessuali con lui. L'ultimo risale ad aprile. L'adolescente non ancora sedicenne si era poi confidata con una cugina che l'aveva convinta a denunciare l'uomo. Ma, nel suo resoconto, aveva parlato solo delle violenze subite dal vicino, tacendo quelle del 'patrigno', che evidentemente la traumatizzava. Ma, nel corso dell'inchiesta, nei colloqui con le psicologhe, è emersa la verità più agghiacciante: che la giovane era vittima di abusi del patrigno da quando aveva 5-6 anni. Cioè quasi subito dopo essere stata affidata a una coppia di parenti perché rimasta orfana di madre. Per anni, quello che un investigatore ha definito ''un vero padre padrone'' l'aveva sottoposta a violenze fisiche e psicologiche, minacce e vessazioni. Un anno fa la ragazzina aveva persino tentato di togliersi la vita. Ora l'uomo è accusato sia di violenza sessuale pluriaggravata che di induzione al suicidio. Indagata a piede libero per omissione nell'esercizio della patria potestà anche la "matrigna" che, secondo gli inquirenti sarebbe stata a conoscenza degli abusi senza mai denunciarli. La ragazza nel frattempo sarebbe stata affidata a parenti "sicuri" ed è costantemente assistita da psicologi.



Mi dispiace per tutto il male che ti è stato fatto e per l'indifferenza che ti ciorcondava che non ha permesso a nessuno di aiutarti prima.... ora sei al sicuro... un abbraccio

A.

lunedì 24 settembre 2007

Gb, bimbo accoltellato a morte


Ferita la sorella, arrestato il padre
Un bimbo di 4 anni è stato accoltellato a morte e la sorella di 14 è rimasta gravemente ferita in un paesino inglese. Lo ha riferito la polizia del West Yorkshire, nel nord dell'Inghilterra. Per il duplice reato sono state arrestate due persone. Un portavoce del commissariato ritiene che non si sia trattato di un'aggressione casuale. Secondo la stampa britannica, uno dei due arrestati sarebbe il padre delle vittime.
Dell'uomo si sa solo che ha 47 anni. E' accusato, assieme all'altro uomo, di omicidio.Il bambino è stato trasportato d'urgenza nell'ospedale di Huddersfield (West Yorkshire), ma è deceduto poco dopo. La sorella è ricoverata nella stessa struttura con profonde ferite da arma da taglio al petto e allo stomaco. "Siamo una famiglia unita - ha dichiarato lo zio dei bambini - e siamo distrutti". Dalle prime valutazioni degli inquirenti la tragedia sembra maturata in ambito familiare.
"Siamo tutti molto scioccati. E' una cosa terribile", ha detto Paul O'Shea, un uomo che vive a Slathwaite, nel West Yorkshire, vicino alla casa dove si è verificato il fatto.
Negli ultimi mesi sono stati numerosi gli omicidi per accoltellamento. A farne le spese, nelle strade, sono stati soprattutto teenager.
Fonte www.tgcom.it

PAURA A MILANO


Una bambina tiene testa ai banditi
Attimi di terrore in una villa di Parabiago, nel Milanese. Quattro uomini, armati e incappucciati, hanno assaltato l'abitazione di un odontotecnico, aggredendolo e minacciandolo insieme alla moglie a alla figlia di 8 anni. Dopo essersi fatti aprire due casseforti ne cercavano una terza, e proprio la piccola lei li ha convinti che non esisteva e li ha fatti desistere: "Non c'è un'altra cassaforte, ma vi posso dare i miei giocattoli".
Erano le 23.40 di sabato quando Roberto Zecca, 47 anni, ex pilota di auto GT, è uscito di casa per andare a gettare i rifiuti in un bidone in giardino. "All'improvviso - racconta - me li sono trovati davanti: quattro energumeni tra i 25 e i 35 anni. Parlavano correttamente l'italiano, ma avevano un'inflessione tipica dei paesi dell'Est". Erano armati e mascherati con sottocaschi neri da moto. "Mi sono saltati addosso, e poiché d'istinto ho cercato di divincolarmi mi hanno dato due pugni in faccia". Pistola puntata alla tempia, l'uomo è stato costretto a entrare in casa, ad aprire due casseforti e a consegnare orologio e gioielli per un valore di circa 50mila euro. "Gli ho dato tutto quello che avevo, ma loro volevano i quattrini. Però non è mia abitudine tenere contante in casa, se non per le piccole spese''.Zecca e la moglie sono stati legati e minacciati per rivelare la posizione di un'inesistente terza cassaforte, ma la coraggiosissima bimba della coppia è riuscita a tenere testa ai banditi. "No, adesso vi dico io, basta che voi lasciate vivi me, il mio papà e la mia mamma", ha detto la piccola ai banditi. "E siccome i quattro non mi lasciavano parlare - ricorda Zecca - la bambina si è rivolta alla mamma chiedendole se avevamo la terza cassaforte". La donna ha negato e quindi la bambina, rivolgendosi ai rapinatori, ha fatto una proposta: "Noi non abbiamo un'altra cassaforte, ma se volete vi posso dare i miei giocattoli".Un bandito è parso stare al gioco: "Ma sono vecchi o nuovi?", ha domandato. E lei: "Sono vecchi, perché ci ho giocato". E il rapinatore: ''Allora non so che farmene''. Ma mentre la bimba discuteva con i banditi, sul cellulare di uno di loro è arrivata una chiamata (quasi certamente da parte del palo che aveva notato una pattuglia delle forze dell'ordine in zona) che li ha fatti fuggire."Prima che intervenisse mia figlia - conclude l'odontotecnico - le cose si stavano mettendo veramente male. Mia figlia è una grande, ci ha salvato la pelle".

Fonte http://www.tgcom.it/

BRAVA PICCINA!!! :) Anna

venerdì 21 settembre 2007

FOTO A 13ENNE SPOGLIATA/MINORENNI INVIANO MMS CON I CELLULARI

LECCE-Ancora un episodio di violenza su una ragazza, ripreso con il cellulare. Questa volta è accdauto nel Salento, dove una studentessa di 13 anni di Surano è stata spogliata con la forza dai suoi amici, minorenni, e fotografata con un telefonino. Le immagini sono state poi trasmesse ad altri cellulari. Dopo la denuncia del padre della giovane, i carabinieri di Nociglia hanno sequestrato i telefonini di due 14enni.
A denunciare la vicenda è stato il padre della vittima, sul cui cellulare ad un certo punto sono apparse le foto della figlia. I ragazzi, infatti, avevano inviato le immagini ad altri telefonini del paese e anche di altri centri della zona.
Per paura, la ragazzina non aveva detto nulla ai genitori.
E' ancora da stabilire se i due amici 14enni che hanno girato il filmato abbiano costretto la giovane oppure se quest'ultima era consenziente. Gli inquirenti tendono a ridimensionare l'episodio, comunque preoccupante.
Da approfondire anche il tipo di diffusione che ha avuto il filmato, se cioè sia rimasto immortalato solo su qualche cellulare oppure se sia stato diffuso in modo più ampio.
La vicenda risale al 9 agosto, ma è venuta alla luce solo ora, dopo che per ordine del sostituto procuratore del Tribunale dei minori di Lecce, Simona Filoni, i militari sono entrati in azione.

fonte www.tgcom.it

COMINCIARE A SPERARE DI NUOVO NELLA GIUSTIZIA?


Notizia del 26 settembre 2006

Genova, preso maniaco ascensore
Autore di 24 aggressioni su minori


E' stato arrestato dalla squadra mobile di Genova il maniaco dell'ascensore, autore di almeno 24 aggressioni a sfondo sessuale nei confronti di altrettante minorenni. L'arresto, secondo quanto si è appreso, è avvenuto intorno alle 17.00, per strada, nel capoluogo ligure. L'uomo è stato identificato grazie al test del Dna.
Il maniaco, di cui non sono state rese noto le generalità, è un giovane commesso contraddistinto da un piercing sul sopracciglio sinistro (che il giovane si è tolto nel tentativo di non farsi riconoscere). Lo stupratore, che ha terrorizzato per mesi le donne genovesi, è stato convocato in Questura. La Mobile sarebbe riuscita ad incastrarlo avendo riscontri scientifici del Dna dell'uomo su reperti biologici raccolti nel luoghi delle violenze. Lo stupratore, dopo aver pedinato le vittime, era solito aggredirle nei portoni delle abitazioni in cui vivevano. Su 24 tentati stupri, il giovane ha portato a termine soltanto due violenze, grazie alle reazioni delle vittime.


Notizia del 21 settembre 2007
Genova, 14 anni a maniaco ascensore
Inflitto anche risarcimento per vittime


Edgar Bianchi, il cosiddetto maniaco dell'ascensore di Genova, è stato condannato a 14 anni e 8 mesi di reclusione. Dovrà inoltre risarcire tutte e tre le parti civili costituite nel processo, versando intanto una provvisionale di 10mila euro per due ragazzine e di 15mila euro per la terza. Il pm Giovanni Arena aveva chiesto 24 anni di reclusione che per effetto del rito abbreviato chiesto dalla difesa si erano ridotti a 16.
Il giudice del tribunale di Genova, Adriana Petri, ha considerato le attenuanti superiori alle aggravanti. Edgar Bianchi, vestito in jeans con camicia a scacchi bianca e blu, ha accolto la sentenza a occhi bassi, senza alcuna reazione. Il giovane, 28 anni, ex barista, per due anni avrebbe molestato e aggredito 25 ragazzine, la maggior parte minorenni, sottoponendole ad atti di libidine negli androni e negli ascensori dei palazzi puntando contro di loro un coltello da lui descritto "tipo Rambo". Lui stesso ha ammesso che individuava casualmente per strada le vittime, le seguiva a casa ed entrava insieme a loro nell'ascensore. Spesso però era fuggito appena le ragazzine si mettevano a gridare. Poi la sua cattura da parte della squadra mobile di Genova che dopo due anni e mezzo aveva messo fine alla psicosi del "mostro".


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